«Il tuo report non è buono, rifallo.» Un collega olandese può dirtelo esattamente così, senza preamboli. Non è scortesia: è la directheid (comunicazione diretta), che per gli olandesi è una forma di rispetto.
Mentre un italiano direbbe «bel lavoro, forse potresti migliorare un paio di punti», l'olandese va dritto al problema. All'inizio può essere uno shock, ma poi diventa liberatorio: sapete sempre a che punto siete.
L'altro lato della medaglia: quando un olandese dice «interessante», spesso significa «non sono d'accordo». E la frase «we should have a coffee sometime» non è un invito reale.
La cultura del consenso, nota come poldermodel, è un altro aspetto chiave: nelle riunioni tutti hanno voce, e le decisioni, sebbene lente, sono sempre condivise.
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